Categoria: Racconti

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Dopo la Consulta, finalmente s’intravvede come voteremo: ciascun partito col suo sistema elettorale preferito. Ne hanno infatti uno pronto per ciascuno, fatto su misura per trarne vantaggio. Così vinceranno tutti quanti e non ci saranno più scontenti ad abbaiare con la bava alla bocca di non aver avuto l’osso in Parlamento. Ora però bisogna decidere la data. Anche qui non c’è ancora un accordo. Ognuno ha la sua data preferita in base ai suoi impegni, alle sue elucubrazioni. Io proporrei che ognuno votasse quando vuole, tanto poi per noi elettori non cambia quasi nulla. Cambiano solo le facce dei gentiluomini seduti su quelle poltrone di velluto e i nomi fantasiosi delle loro nuove tasse.

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Eravamo preoccupati per il nostro Lapo. La severa giustizia americana avrebbe potuto condannarlo a dieci anni di galera, per quello scherzo del finto rapimento! Ma la severa giustizia americana ha stabilito che essere ricchi sfondati, e un po’ fuori di testa, non è un reato penale. Anzi, è una premessa per una travolgente carriera in politica. Dunque il gaudente ram-pollo potrà continuare le sue attività sessuali preferite, per la gioia dei giornali di gossip e con nostro presupposto sollazzo, visto che, secondo i giornali stessi, noi non abbiamo di meglio da fare che sbirciarlo maliziosi dal buco della serratura.

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Quel simpaticone di Trump è un uomo di parola. Il muro col Messico si farà davvero. Una specie di Grande Muraglia cinese in stile americano. La borsa esulta, il Dow Jones supera il suo massimo storico. Costruire muri rilancia l’edilizia, le fornaci del cemento, le cave di ghiaia. Un sacco di lavoro finalmente per un settore in crisi da tempo. Le case in America non si vendono, ma i muri sì, evidentemente! Dunque sono tutti felici. Dovremmo farlo anche noi in Italia, un muro, ma intorno al Parlamento. Una frontiera contro quei migranti economici che navigano nel “mare nostrum” (o mare monstrum?) di tasse tempestose… per noi, naturalmente, non per loro che, come esosi scafisti, ci traghettano da una tassa all’altra, fino ad affogarci. Ben venga dunque una solida barriera tra tassatori e tartassati. Ma forse basterebbe del filo spinato.

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Ebbene sì! Chiedo scusa al lettore di questo mio narcisismo. Ma non ho saputo resistere. Per quante cose si dicano in giro tra giornali, blog, web, Facebook, ecc. ecc. non trovo mai scritto quello che penso. Dunque, mi sono sentito in dovere di rimediare alla lacuna, dicendo la mia.

Ci sono alcuni argomenti che mi stanno a cuore e di cui parlerò, il meno diffusamente possibile. Considero infatti un gesto di generosità praticare una sintesi: dedicare il mio tempo per risparmiare quello del lettore: non è generosità questa? Quando leggi certi articoli che girano da tutte le parti senza mai arrivare a una conclusione, non ti viene il nervoso? Io starò attento a non dilungarmi. Per il momento non posso promettere nulla di più.

 

Vostro Monduz

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