Falliti € contenti

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Presentazione

“Complimenti
- mi disse il Padreterno,
che faceva l’inventario del Creato -
“sei nato bello, ricco: un VIP… “
- poi mi osservò perplesso -
“Fammi guardar meglio,
che forse ho sbagliato riga.

 

Un po’ mi brucia che la mia vita sia stata un FLOP.

Nessuno dei miei amici me lo riconosce, e questo mi scoccia parecchio. Neppure l’Ufficio Imposte ci vuole credere.

A torto. Confonde fisco con fiaschi.

Pretende di tassare i miei insuccessi.

Mi si vuole togliere un titolo conquistato a prezzo di sforzi giganteschi, rispettando il prossimo e onorando la parola data sino all’autolesionismo.

Come tutti i FLOP, sono partito da dietro, di rincorsa: per di più con l’impiccio dell’onestà, handicap che di rado permette recuperi.

Lo rivendico: IO SONO UN FLOP (autocertificato).

Un uomo d’insuccesso, a dispetto di certe apparenze fuorvianti, di episodi occasionali.

Un esponente di quello che viene chiamato (certo per sfotterci) “ceto medio”: sempre meno “medio”; sempre più assediato dalla paura di rotolare giù, sino agli infimi gradini della scala sociale, fra i pitocchi.

Più che ai dettagli della mia vita personale, per descrivere la condizione FLOP ho attinto ai miei fantasmi, alle mie ossessioni, alle mie paure, e ai ragionamenti con cui cerco di tenerli a bada.

Che cosa sia un FLOP lo dice la parola. Basta guardare le iniziali: un Fallito Lucido, un Onesto Perdente. A me piace interpretarle così. È un’interpretazione che io, FLOP scrittore, consiglio anche ai FLOP lettori di queste pagine: falliti e perdenti sì, però lucidi e onesti.

Che nessuno ci tolga questa soddisfazione!

La lezione di Darwin, per chi sa ben leggere, è che l’intera vita sulla terra è stata fondata sull’errore. Non si fossero sbagliate le prime cellule nel replicarsi, saremmo ancora tutti batteri, come i primi viventi, o forse neppure, saremmo solo proteine. Noi FLOP, che dell’errore siamo i sacerdoti, graziosamente ci congratuliamo.

 

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Noi FLOP litighiamo spesso, in famiglia: litigare è il nostro modo preferito di scambiare opinioni.

Alziamo spesso la voce… oddio, non troppo, per non esporci ai commenti dei vicini di casa, che potrebbero addirittura chiamare i carabinieri.

Urlare a voce bassa è un’arte che conosce solo chi vive in un condominio. Di solito viene trasmessa dai genitori. Fa parte del corredo genetico FLOP.

Tra noi volano parole grosse, ma cattiverie piccole.

Ce ne diciamo di tutti i colori; poi si va a tavola.

Buoni i bucatini; ottimi il risotto, le tagliatelle. Di cosa si stava bisticciando? Mah.

Chi se lo rammenta più?

L’affetto è una coltre pesante, che soffoca ogni bisticcio, ogni controversia.

Se le ragioni del litigio ci tornassero in mente, sicuramente riprenderemmo l’alterco; ma le abbiamo dimenticate.

Quando riaffioreranno, da lì a qualche ora o a qualche giorno, litigheremo di nuovo, convinti e furiosi.

Somigliamo a quei giocatori di scacchi che interrompono la partita per impegni che possono durare anche anni, lasciando fermi i pezzi sopra la scacchiera, a impolverarsi.

Noi FLOP siamo sentimentali.

“Amore, ricorda, non importa, non fa niente / se tu non sei diventato più importante / perché sei importante per me”: è una canzone de I Ricchi e il Poveri.

Ogni volta che la ascoltiamo ci scappa una lacrimuccia

Quei pochi versi sono più esaurienti di qualsiasi curriculum.

Non siamo diventati importanti, ma quaggiù qualcuno ci ama: la persona con cui bisticciamo quotidianamente, senza neanche sapere perché.

Tra VIP le cose vanno diversamente.

Se hanno qualche divergenza d’idee, si muovono in modo professionale, come in ogni altro frangente; insomma, si rivolgono agli avvocati.

Litigano, ma solo su carta bollata, possibilmente di Fabriano. Si pugnalano elegantemente alle spalle, rispettando le regole del Galateo.

Noi afferreremmo la prima lama che ci capita sotto mano: per esempio, un coltello da pesce; loro usano solo acciai affilati, lame di Toledo..

Anche per offendersi si avvalgono di consulenti. Assoldano parolieri, creativi pubblicitari, che propongano loro una rosa d’insulti appropriati, da divulgare sui social network e su altri media.

In caso di divorzio i VIP si chiedono se sia il caso di accusare il coniuge di pedofilia nei confronti dei figli (accusa in gran voga, specie negli Stati Uniti, paese all’avanguardia dello stile di vita VIP).

La loro fantasia non ha limiti.

Freni inibitori, zero.

Quanto a noi, in caso di divorzio ci chiediamo, con un po’ di vergogna, se convenga far presente al giudice che la nostra lei (o il nostro lui) russa o scorreggia in modo fastidioso; ma esitiamo, anche perché ci rendiamo conto che l’accusa potrebbe essere ritorta contro di noi.

In effetti scorreggiamo molto.

Sarà colpa dei fagioli, la proteina dei FLOP?

Scorreggiano anche i VIP?

I giornali di gossip, che raccontano tutto di loro, questo non lo riportano; ma noi ce lo chiediamo spesso. Nel nostro intimo lo speriamo.

Scorreggiano Brad Pitt e Angelina Jolie?

Scorreggiano Monica Bellucci e Vincent Cassel, reduci da una passeggiata sul red carpet?

Probabilmente sì: anche loro sono esseri umani. Fantastichiamo sulle loro vellutate flatulenze. Sarebbe bello che scorreggiassero insieme, suggellando con quelle modulazioni l’intesa coniugale.

Quanto a Berlusconi (strano miscuglio: FLOP per i VIP e VIP per i FLOP) siamo sicuri che lo fa.

Mi chiedo se qualche giornalista, all’indomani di un G8, abbia chiesto a Obama, alla Merkel o a Sarkozy: “Ha scorreggiato Berlusconi?”

Domanda fondamentale.

Che scoop! che titolo da prima pagina su Il fatto quotidiano, se rispondessero: Sì!