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La tua personalità è la somma di tutte le tue ribellioni.

(Gianni Monduzzi)

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Se non ci ribelliamo a essere trattati per scemi, va a finire che lo diventiamo davvero, senza nemmeno accorgercene. Abbiamo già iniziato a giustificare la disdicevole pratica con la frase: “avranno fatto i loro conti, evidentemente con la gente funziona!”

Ma chi è questa gente? Siamo noi ! Ribelliamoci, sennò va a finire che hanno ragione loro, questi marketing manager da reparto neuro! Rifiutiamo questa elemosina offerta allo scemo. Scemi non siamo.

Finché ci resta un neurone europeo nel cervello, non facciamoci contaminare dalla cultura bulimico-consumistica di oltreoceano. Noi non siamo ancora dipendenti del Black Friday. Ma se non creiamo anticorpi, non so come andrà a finire…

Che fare, in soldoni?

Rifiutiamo il centesimo di elemosina che ci danno di resto. È la carità offerta al presunto scemo.

Avvertiamo i commessi, i quali ovviamente diranno “noi non c’entriamo”… che siamo disgustati da questa presa in giro, perché presuppone in noi una stupidità ancora tutta da verificare.

Personalmente, se posso, evito i negozi con 0,99… finché ce ne sono… mi urtano i nervi quelle vetrine, le giudico un richiamo per i babbei.

Non è vero che si tratta di un vezzo innocente, di danni ne fa: alla cultura, al buonsenso, alla ragione.

Non ci basta pagare il toner della stampante più cara della stampante stessa? O vedere la pubblicità ai cellulari venduti a rate, col suo 0,99 di ordinanza, che dimentica però di indicare il numero delle rate?

Quante sono le rate non lo dicono perché il loro obiettivo è il vitalizio: dalle tasche del presunto scemo alle tasche del presunto genio del marketing.

Diciamoglielo chiaro: smettetela, gli scemi siete voi!

 

Gianni Monduzzi

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LISISTRATA:

…”Nella trascorsa guerra, con la nostra saviezza,

   quanto facevano gli uomini patimmo lunga pezza.

   Già non ci lasciavate aprir bocca! Contente

   di voi, non s’era certo. Pur, si stava al corrente

   di quel che facevate. E quante e quante volte,

   stando in casa, s’udivano le decisioni stolte

   prese da voi su qualche affare di gran momento.

   Col riso su le labbra, con l’anima in tormento,

   vi chiedevamo: «Che avete deciso stamattina

   su la pace? Che cosa dirà la colonnina?» –

   «E tu, che cosa c’entri? – rispondeva il marito –

   Vuoi star zitta?» Ed io, zitta! …

 

…”E dunque, in casa e zitte! Qualche altra decisione

   ci giungeva all’orecchio, dell’altre più funesta,

   e chiedevamo: «Sposo mio, così senza testa

   fate le cose?» E lui, guardandomi in tralice:

   «Bada al telaio, o povere le tue spalle! S’addice

   agli uomini, il pensiero della guerra!»…

 

…”neppure potevamo dare un consiglio a voi,

   così mal consigliati! Ma quando udimmo poi,

   dire un per via: «Rimasto non c’è uno uomo in paese!»

   e un altro: «Neppur uno, perdio!», tosto si prese

   il partito, noi femmine raccolte in assemblea,

   di trarre in salvo l’Ellade. Che mai più s’attendeva?

   Noi non diremo dunque cosa che non profitti:

   se a vostra volta udire volete, e stare zitti,

   vi si rimette in piedi…

 

…”Oggi c’impadroniamo dell’Acropoli.

   Venne affidato il compito alle più

   vecchie d’impadronirsi della rocca,

   col pretesto di offrire un sacrificio,

   mentre noi stiamo qui deliberando…

 

DRAGHETTO:

                   

   “Che strani eventi mira chi vive a lungo, ahimè!

   Chi l’avrebbe pensato, di’, Strimodoro, che

   un bel giorno le femmine,

   delle nostre dimore flagello evidentissimo,

   divenute signore e della sacra immagine

   e degli spaldi miei, con leve e spranghe avrebbero

   sbarrati i Propilèi?” … (continua)

 

…. UNA STORIA DI 2400 ANNI FA!

Lisistrata di Aristofane (dalla traduzione di Ettore Romagnoli)

NE HO RIPORTATO POCHI PASSI, COME INVITO ALLA LETTURA DELLA COMMEDIA.

 

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Se riesci a conservare il controllo quando tutti intorno a te lo perdono e te ne fanno una colpa,

Se riesci ad avere fiducia in te quando tutti ne dubitano, ma anche a tener conto del dubbio,

Se riesci ad aspettare e a non stancarti di aspettare,

o se mentono a tuo riguardo, a non ricambiare in menzogne,

O se ti odiano, a non lasciarti prendere dall’odio, e tuttavia a non sembrare troppo buono e a non parlare troppo saggio,

Se riesci a sognare e a non fare del sogno il tuo padrone,

Se riesci a pensare e a non fare del pensiero il tuo scopo,

Se riesci a far fronte al Trionfo e alla Rovina e trattare allo stesso modo questi due impostori,

Se riesci a sopportare di udire la verità che hai detto distorta da furfanti per abbindolare gli sciocchi,

O a contemplare le cose, cui hai dedicato la vita, infrante e piegarti a ricostruirle con arnesi logori,

Se riesci a fare un mucchio di tutte le tue vincite e rischiarle in un colpo solo a testa e croce,

E perdere e ricominciare di nuovo dal principio e non fiatare una parola sulla perdita,

Se riesci a costringere cuore, tendini e nervi a servire al tuo scopo quando sono da tempo sfiniti,

E a tenere duro quando in te non resta altro tranne la Volontà che dice loro: “Tieni duro!”

Se riesci a parlare con la folla e a conservarti retto, e a camminare coi Re senza perdere il contatto con la gente,

Se non riesce a ferirti il nemico né l’amico più caro,

Se tutti contano per te, ma nessuno troppo,

Se riesci a occupare il minuto inesorabile dando valore a ogni istante che passa,

Tua è la terra e tutto ciò che è in essa, e – quel che è più – sei un Uomo, figlio mio!

 

Rudyard Kipling

 

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Il Paradiso europeo è un luogo dove:

i poliziotti sono inglesi,

i cuochi italiani,

i meccanici tedeschi,

gli amanti francesi

e il tutto è organizzato dagli svizzeri.

 

L’Inferno europeo è un luogo dove:

i poliziotti sono tedeschi,

i cuochi inglesi,

i meccanici francesi,

gli amanti svizzeri

ed è tutto organizzato da italiani.

 

(Da fonte anonima)

 

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Nato lì: era l’identità di quella terra. Genuino come le castagne, schietto come una cipolla. Aveva il sapore di quella collina. Negli occhi, l’azzurro del suo cielo. Nei polmoni l’aria tersa dei monti. Non si era mai mosso. Non ne aveva sentito il bisogno. Lì aveva trovato tutto: presente o sotto metafora.

Camminando, ondeggiava col ritmo dei salici al vento. Era curvo come la montagna e profumava di fuliggine del legno di castagno che ardeva dentro il suo camino. Nella sera, quando rincasava, si stagliava sulla cresta del monte, contro la luce del crepuscolo, e il suo profilo era solo una gobba in più sopra il crinale.

Giulio era un granello di montagna che si muoveva tra i castagni, come una fiaba nel tramonto.

(Gianni Monduzzi)

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I vostri figli non sono i vostri figli.

Sono i figli e le figlie della brama che la Vita ha di sé.

Essi non provengono da voi, ma per tramite vostro,

E benché stiano con voi non vi appartengono.

Potete dar loro il vostro amore ma non i vostri pensieri,

Perché essi hanno i propri pensieri.

Potete alloggiare i loro corpi ma non le loro anime,

Perché le loro anime abitano nella casa del domani,

che voi non potete visitare, neppure in sogno.

Potete sforzarvi d’essere simili a loro,

ma non cercate di renderli simili a voi.

Perché la vita non procede a ritroso e non perde tempo con ieri.

Voi siete gli archi dai quali i vostri figli sono lanciati come frecce viventi.

L’Arciere vede il bersaglio sul sentiero dell’infinito,

e con la Sua forza vi tende affinché le Sue frecce vadano rapide e lontane.

Fatevi tendere con gioia dalla mano dell’Arciere;

Perché se Egli ama la freccia che vola, ama ugualmente l’arco che sta saldo.

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  • Le mance obbligatorie, che non sono regalie facoltative, ma oggetto di pretese arroganti. Devi impazzire a calcolarle e non vedi mai nessun soddisfatto. Il beneficato infatti, mostrandosi scontento, lavora sui sensi di colpa, innalzano il livello delle percentuali.
  • Le tasse, mai incluse nei prezzi indicati sui cartellini, una piccola truffa consentita, che ti sballa tutti quanti i calcoli dei resti.
  • I prezzi, che finiscono sempre per 0,99 un metodo irritante per trattarti da babbeo, come se un centesimo di resto potesse convincerti di aver speso meno.
  • Il sistema metrico: le misure hanno multipli organizzati in modo delirante. La temperatura le batte tutte: i Fahrenheit, li avesse inventati un Italiano, sarebbe finito in manicomio.
  • Le confezioni di prodotti alimentari, che a dispetto delle schifezze che contengono, recano rigorose descrizioni chimiche e valori dietetici degni di un trattato di farmacologia.
  • La gente obesa, barcollante per le strade, che trangugia incessantemente cibarie disgustose.
  • La pronuncia, con quel tipico suono gutturale americano, che io definirei “la voce anale”.
  • Le auto, che suonano il clacson per puro vizio: un misto di frustrazione e odio per gli altri.
  • Quella voglia diffusa di trovarti in fallo, per impartirti una bella lezioncina. Aggressività latente, che viene spacciata per civico rispetto delle regole.
  • I gusti pacchiani nell’ostentare ricchezza. Solo qui trovi auto alllungate come cani bassotti.
  • La gente che deve dormire nei cartoni. Proprio sotto sfavillanti grattacieli…
  • Il sistema sanitario a pagamento: al pronto soccorso non interessa tanto il tuo gruppo sanguigno, quanto il colore della tua carta di credito.
  • La litigiosità diffusa: dato che qui i tribunali funzionano, se puoi permetterti esosi avvocati, litigare è una lucrosa professione. C’è da rimpiangere il nostro sistema giudiziario!
  • Il matrimonio come business. Non si mettono in comune sentimenti, ma patrimoni economici: sono le uniche cose che contano, qui. Se ne accorgono all’atto del divorzio!
  • Già: il divorzio… Pare sia diventato obbligatorio. Il divorzio qui è lo sport nazionale…

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Ogni mattina, la prima cosa che faccio è accendere la televisione, per apprendere la disgrazia del giorno. I solerti giornalisti passano la notte a setacciare l’ANSA per buttare la penna su quelle più ghiotte. Le disgrazie sono il pane dei giornalisti, il companatico siamo noi. Niente disgrazie, niente ascoltatori. Fortunatamente noi popolo siamo avidi di notizie disastrose. Ci fa sentire nobili di cuore associarci a chi dentro le disgrazie ci è capitato, suo malgrado. Un attimo di raccoglimento, poi si passa allo sport. Come spartiacque c’è la pubblicità a frenare le lacrime. Sì, le disgrazie alzano gli ascolti e favoriscono la pubblicità.

Le disgrazie e il loro seguito di notizie seguono le stagioni: i disastri naturali vengono buoni soprattutto d’inverno, che il dramma si fa più pesante. Gli attentati di domenica, così hanno più audience. Siamo tutti attenti ai telegiornali la mattina, sapendo che per tutta la giornata i talk show poi ci torneranno a ricamare su. Un mondo intero di gente che ci vive, ne parla, si raccoglie in contrizione e ci fa la sua bella figura.

E se non ci sono disgrazie? C’è sempre un rimedio: Roma, con la Raggi da mettere in croce; gli Usa, alle prese con le manovre di Trump; l’Europa, a rischio disintegrazione. Sono disgrazie di scorta, di seconda linea, da riscaldare col microonde di qualche intervista.

Le disgrazie danno anche un’occasione ai fedeli di ringraziare Dio per quegli undici che si sono salvati, alla faccia dei ventinove che sono morti… e qui cambio discorso, perché l’inferno non fa per me.

Gianni Monduzzi

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A Roma si sta giocando una partita vitale, per la nostra Repubblica. Se Virginia Raggi ce la farà a governare il comune più ingovernabile d’Italia, i Cinquestelle avranno la strada aperta per il governo. Se non ce la farà, il loro sogno di un rinnovamento dell’Italia partendo da persone prese dalla cosiddetta “società civile”,  senza una conoscenza approfondita della macchina amministrativa, rischia di venir relegato al mondo dell’utopia. Questa almeno è la mia convinzione e, credo, non solo la mia.

Fino ad ora la classe politica si è formata soprattutto nelle sezioni di partito, con tutti i guasti che ben conosciamo. Ma c’è assoluto bisogno di un cambiamento. Sarà questa la strada? Alcuni sono strenuamente convinti in un senso e altri nell’altro. I toni sono accesi, al limite delle offese reciproche. Ma c’è anche chi, come me, se lo chiede onestamente ed è attento a vederne l’esito.

È il tema politico del momento, uno snodo formidabile. Per questo si stanno muovendo poteri deboli e poteri forti. Mi piacerebbe sapere come la pensano le persone che seguono questo blog. Potrebbe essere utile a chiarirci le idee.

P.S. Chiedo di mantenere il dibattito in toni pacati, senza insultare chi è di parere diverso. Sennò facciamo la fine di quei politici rissosi che disprezziamo. Diamo loro il buon esempio. Lo so che a volte si fa fatica. Però credo fermamente che si possa dissentire senza venire offesi per le proprie idee. È solo così che possiamo rafforzare l’Italia come paese civile. In questo blog vorrei davvero che fosse bandito il “reato di opinione”.

Grazie a tutti.

Monduz

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